Ricordare per non ripetere: il sacrificio del Conte Rosso
Tra le tante tragedie provocate dal regime fascista, l’invasione della Libia resta una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Spinta dall’illusione di conquistare un “posto al sole”, l’Italia intraprese guerre di aggressione che portarono devastazione sia all’estero che in patria.
In questo contesto si colloca la vicenda del piroscafo Conte Rosso, affondato il 24 maggio 1941 nel Mediterraneo mentre trasportava migliaia di giovani italiani. Soldati strappati alle loro case e mandati a combattere una guerra che non avevano scelto, vittime inconsapevoli di un conflitto deciso da pochi e pagato da molti.
Angelo Maltese, fotografo incaricato di documentare la tragedia, scrisse:
“Piansi per le madri e per i padri, per le spose, per i figli e per i fratelli, per tutti coloro che sotto il peso delle iniquità sacrificano il bene supremo della vita.”
Il ricordo del Conte Rosso deve essere un monito affinché il nostro Paese e l’intera umanità rifiutino la guerra, strumento di distruzione e sofferenza. La Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza e fondata sui principi di giustizia e libertà, sancisce con fermezza il ripudio della guerra. Su di essa hanno giurato i rappresentanti delle Forze Armate della Repubblica Italiana, impegnati a difendere la pace e la democrazia, che ringraziamo per la loro presenza a questo evento.
Ricordiamo il sacrificio di quelle vite innocenti per costruire un futuro di pace, perché solo la memoria può impedirci di ripetere gli errori del passato.
Siracusa, Marzo 2025
Enzo Monica
(Presidente Centro Studi Arti e Scienze, IL CERCHIO)